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Che tipo di ricatto è?

  • Un'email dice che la tua webcam o il tuo computer sono stati violati e chiede Bitcoin, a volte citando una tua vecchia password. È quasi sempre una truffa di massa, senza nessun video. Non pagare, cambia la password citata se la usi ancora e segnala l'email alla Polizia Postale.
  • Hai condiviso immagini o fatto una videochiamata intima con qualcuno conosciuto online, che ora minaccia di mandare tutto ad amici, familiari o datore di lavoro. È la classica sextortion a scopo di denaro. Segui i passaggi qui sotto.
  • Ti minacciano con un'immagine generata con l'IA a partire dalle tue foto pubbliche. L'immagine è falsa ma la minaccia è reale: stessi passaggi, e vedi la nostra guida al deepfake porno.
  • Un ex partner minaccia di pubblicare le immagini che gli avevi inviato. Stessi passaggi; se non ti senti al sicuro, chiama il 112. In Italia puoi chiedere al Garante privacy di intervenire anche solo davanti alla minaccia.

Gli 8 passaggi

  1. Non pagare. Chi paga di solito riceve nuove richieste. Come avverte la National Crime Agency britannica, una volta dimostrato che puoi pagare, probabilmente ti chiederanno di più. Se hai già pagato, non inviare altro e chiama subito il servizio antifrode della tua banca.
  2. Non inviare nient'altro: niente immagini, niente soldi, niente dati personali.
  3. Salva le prove prima di bloccare: screenshot della chat, del profilo (nome utente e URL), delle richieste di denaro e dei dati di pagamento indicati (IBAN, wallet crypto, gift card). Non cancellare la conversazione.
  4. Interrompi ogni contatto e blocca l'account su tutte le piattaforme, poi segnalalo sulla piattaforma da cui ti ha contattato, con il motivo sextortion, ricatto o sfruttamento sessuale.
  5. Metti al sicuro i tuoi account: rendili privati, nascondi la lista di amici o follower (è quella che il ricattatore usa per minacciarti), cambia le password e attiva l'autenticazione a due fattori.
  6. Proteggi le tue immagini con StopNCII.org se le hai e avevi più di 18 anni. Crea un'impronta digitale (hash) sul tuo dispositivo (l'immagine non lo lascia mai), che le piattaforme partner usano per bloccare l'immagine, anche prima che venga pubblicata. Funziona anche per le immagini generate con l'IA. In Italia puoi anche usare il modulo del Garante privacy (art. 144-bis, dai 14 anni): il Garante decide entro 48 ore e ordina alle piattaforme di bloccare il contenuto.
  7. Segnala e chiedi aiuto:
    • Italia: la Polizia Postale con la segnalazione online, oppure il 112 se sei in pericolo. La segnalazione non è una denuncia: per sporgere querela vai in un ufficio di polizia (per la diffusione di immagini intime hai 6 mesi di tempo). Il 1522, numero antiviolenza e stalking, è gratuito e attivo 24 ore su 24. L'associazione Permesso Negato offre aiuto gratuito alle vittime.
    • Svizzera (Canton Ticino): la polizia al 117; il 142 per l'aiuto alle vittime (gratuito, 24 ore su 24).
    • Altri paesi UE: la polizia o la piattaforma nazionale per la segnalazione dei reati online.
  8. Se le immagini vengono pubblicate, segnala ogni post come immagine intima diffusa senza consenso, chiedi a Google di togliere le pagine dai risultati e, in Italia, segnala gli URL al Garante privacy. Vedi leak: cosa fare e i nostri modelli di richiesta di rimozione.

Cosa non fare

  • Pagare "un'ultima volta".
  • Cancellare la chat o il tuo account prima di aver salvato le prove.
  • Inviare le immagini a qualcuno, compreso un "servizio di rimozione" che promette risultati garantiti a pagamento.
  • Affrontare tutto da solo. Parlarne con una persona di fiducia toglie potere al ricattatore, che conta sulla vergogna e sull'isolamento.

Cosa dice la legge

La sextortion è un ricatto, punito dalla legge penale in Italia come negli altri paesi UE. In Italia, diffondere immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso della persona ritratta è reato (art. 612-ter del codice penale, da 1 a 6 anni di reclusione, con querela entro 6 mesi). Dal 10 ottobre 2025 l'art. 612-quater punisce con la reclusione da 1 a 5 anni anche chi diffonde, senza consenso e causando un danno ingiusto, immagini, video o voci falsificati con l'intelligenza artificiale. La procedura del Garante privacy (art. 144-bis del Codice privacy) serve anche quando c'è solo la minaccia di diffusione. Questa pagina è un'informazione generale, non una consulenza legale: un avvocato può dirti cosa si applica al tuo caso.

Se le immagini sono state pubblicate

Se le immagini, vere o false, sono state diffuse, le facciamo rimuovere noi: prove, segnalazioni con il motivo giusto, hosting provider, Google e una ricerca di copie ogni settimana, senza che tu debba rivedere il contenuto. Vedi il nostro servizio per rimuovere immagini intime trapelate, oppure per rimuovere un deepfake se le immagini sono false. Non ci occupiamo di casi che riguardano minori: per questo ci sono Take It Down, Telefono Azzurro e la Polizia Postale.

Vedi i prezzi

Domande frequenti

Devo pagare chi mi ricatta?
No. L'FBI e la National Crime Agency britannica sconsigliano entrambe di pagare: raramente il ricatto si ferma, spesso arrivano nuove richieste. Interrompi i contatti, conserva le prove e chiedi aiuto.
Pubblicheranno davvero le immagini?
Nessuno può prometterlo né escluderlo. Molti si fermano quando il contatto si interrompe, perché vogliono soldi. Nascondere la lista degli amici, avvisare le persone più probabilmente prese di mira e usare StopNCII limitano i danni se lo fanno.
Ho ricevuto un'email che dice che la mia webcam è stata violata. È vero?
Quasi sempre no. È una truffa di massa senza video, anche quando cita una vera vecchia password uscita da un data breach. Non pagare, cambia quella password e segnala l'email.
Le immagini sono false. È comunque sextortion?
Sì. La minaccia e il ricatto sono gli stessi. In Italia diffondere senza consenso immagini falsificate con l'IA che causano un danno ingiusto è reato (art. 612-quater c.p.), e lo stesso vale in un numero crescente di paesi UE.
Posso far rimuovere le immagini dopo che sono state pubblicate?
Sì. Segnala ogni post, usa StopNCII per bloccare nuovi caricamenti sulle piattaforme partner e chiedi a Google di deindicizzare le pagine. In Italia il Garante privacy decide entro 48 ore dalla richiesta e ordina il blocco alle piattaforme.
Ho meno di 18 anni. Cosa devo fare?
Usa Take It Down e parla con Telefono Azzurro (19696). Dai 14 anni puoi anche rivolgerti al Garante privacy, da solo o con un genitore. Non pagare, non inviare nient'altro, conserva i messaggi e parlane con un adulto di cui ti fidi. Altro aiuto.

Fonti

  1. Polizia Postale, segnalazione online
  2. Brocardi, "Denuncia alla Polizia Postale: ecco come farla" (segnalazione e denuncia)
  3. Garante per la protezione dei dati personali, revenge porn
  4. Garante privacy, modulo di segnalazione revenge porn
  5. Codice privacy, art. 144-bis, Brocardi
  6. Codice penale, art. 612-ter, Brocardi
  7. Codice penale, art. 612-quater, Brocardi
  8. Città di Torino, "Se sei vittima di violenza o stalking chiama il 1522"
  9. Permesso Negato
  10. Telefono Azzurro, 19696
  11. Canton Ticino, numero 142 per l'aiuto alle vittime
  12. StopNCII.org, FAQ
  13. NCMEC, Take It Down
  14. FBI, "Financially Motivated Sextortion"
  15. National Crime Agency, "Financially Motivated Sexual Extortion (Sextortion)"
  16. NCSC, "Sextortion scams: how to protect yourself"