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Come capire se sei preso di mira
Un deepfake è un contenuto generato o modificato con l'IA che ti mostra in una situazione mai avvenuta. I segnali più comuni:
- un amico, un collega o un follower ti manda un link o uno screenshot «strano»;
- arrivano messaggi insoliti, a volte con una richiesta di soldi;
- cercando il tuo nome o la tua foto escono pagine che non conosci;
- un account sconosciuto pubblica immagini di te che non hai mai scattato.
Se non hai mai girato quella scena o detto quelle parole, è falso. Non devi «dimostrarlo» tecnicamente per segnalarlo: basta la mancanza di consenso.
I primi 7 passi
- Mettiti al sicuro. Se sei minacciato, chiama il 112. Se ti ricattano, non pagare e non trattare: pagare non fa quasi mai sparire il contenuto.
- Conserva le prove prima che il contenuto si sposti:
- Copia l'indirizzo esatto (URL) di ogni pagina, post o account coinvolto.
- Fai uno screenshot che mostri il contenuto, l'indirizzo e, se possibile, la data. Non scaricare e non condividere il contenuto.
- Annota chi l'ha pubblicato: nome dell'account, @, data di pubblicazione, eventuali commenti utili.
- Conserva i messaggi se qualcuno ti ha contattato (minacce, richieste di soldi). Non cancellarli.
- Segnala il contenuto e l'account sulla piattaforma che lo ospita, con il motivo più preciso: immagini intime senza consenso, contenuto manipolato o generato con l'IA, furto d'identità o molestie.
- Toglilo da Google. Google ha un modulo dedicato ai contenuti sessuali falsi e altri per le informazioni personali. Leggi la nostra guida su Google.
- Insisti se la piattaforma rifiuta o non risponde: usa il reclamo interno (obbligatorio nell'UE per le piattaforme online, escluse micro e piccole imprese). Per le immagini intime, in Italia puoi rivolgerti anche al Garante privacy (art. 144-bis Codice privacy), che decide entro 48 ore.
- Decidi se sporgere denuncia. La scelta è tua. Servizi di supporto alle vittime e numeri di aiuto possono assisterti gratis, e un avvocato può consigliarti.
- Controlla le copie. Cerca il tuo nome, fai ricerche inverse per immagine: ogni nuova copia si gestisce come la prima.
Perché le segnalazioni spesso falliscono
Le segnalazioni falliscono di rado perché la richiesta è infondata. Falliscono perché:
- si sceglie il motivo sbagliato («contenuto inappropriato» invece di «furto d'identità» o «immagini intime senza consenso») e la richiesta finisce in una coda automatica;
- la piattaforma chiede un documento d'identità e la richiesta si ferma lì;
- il contenuto è stato copiato altrove: sparisce in un posto e resta in altri dieci;
- nessuno insiste né usa il reclamo interno che le piattaforme online (escluse micro e piccole imprese) devono offrire secondo il Digital Services Act europeo.
Cosa succede se lasci perdere
- Il contenuto viene copiato su altri siti, poi indicizzato dai motori di ricerca con il tuo nome.
- Riemerge a un colloquio di lavoro, a un primo appuntamento o durante una trattativa.
- Può alimentare molestie o la diffusione dei tuoi dati personali.
- Il peso psicologico cresce: parlane, e non esitare a chiedere un supporto professionale.
Cosa dice la legge
In Italia, dal 10 ottobre 2025, l'art. 612-quater del codice penale (introdotto dalla legge 132/2025) punisce con la reclusione da 1 a 5 anni chi diffonde senza consenso immagini, video o voci falsificati con l'IA, causando un danno ingiusto. Nell'Unione europea le piattaforme devono gestire le segnalazioni di contenuti illeciti secondo il Digital Services Act. Leggi la nostra guida sulla legge.
Sporgere denuncia o querela è un tuo diritto, ed è l'unico modo per far identificare e perseguire il responsabile. Non serve per ottenere la rimozione. Un avvocato può dirti se conviene nel tuo caso, e il nostro fascicolo di prove può essere allegato alla denuncia.
Non devi affrontarlo da solo
Troviamo, documentiamo, segnaliamo e sollecitiamo ogni elemento per te, poi ripetiamo le ricerche ogni settimana. Segnalazioni illimitate, prezzo fisso.
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