In questa pagina

Come capire se sei preso di mira

Un deepfake è un contenuto generato o modificato con l'IA che ti mostra in una situazione mai avvenuta. I segnali più comuni:

  • un amico, un collega o un follower ti manda un link o uno screenshot «strano»;
  • arrivano messaggi insoliti, a volte con una richiesta di soldi;
  • cercando il tuo nome o la tua foto escono pagine che non conosci;
  • un account sconosciuto pubblica immagini di te che non hai mai scattato.

Se non hai mai girato quella scena o detto quelle parole, è falso. Non devi «dimostrarlo» tecnicamente per segnalarlo: basta la mancanza di consenso.

I primi 7 passi

  1. Mettiti al sicuro. Se sei minacciato, chiama il 112. Se ti ricattano, non pagare e non trattare: pagare non fa quasi mai sparire il contenuto.
  2. Conserva le prove prima che il contenuto si sposti:
    1. Copia l'indirizzo esatto (URL) di ogni pagina, post o account coinvolto.
    2. Fai uno screenshot che mostri il contenuto, l'indirizzo e, se possibile, la data. Non scaricare e non condividere il contenuto.
    3. Annota chi l'ha pubblicato: nome dell'account, @, data di pubblicazione, eventuali commenti utili.
    4. Conserva i messaggi se qualcuno ti ha contattato (minacce, richieste di soldi). Non cancellarli.
  3. Segnala il contenuto e l'account sulla piattaforma che lo ospita, con il motivo più preciso: immagini intime senza consenso, contenuto manipolato o generato con l'IA, furto d'identità o molestie.
  4. Toglilo da Google. Google ha un modulo dedicato ai contenuti sessuali falsi e altri per le informazioni personali. Leggi la nostra guida su Google.
  5. Insisti se la piattaforma rifiuta o non risponde: usa il reclamo interno (obbligatorio nell'UE per le piattaforme online, escluse micro e piccole imprese). Per le immagini intime, in Italia puoi rivolgerti anche al Garante privacy (art. 144-bis Codice privacy), che decide entro 48 ore.
  6. Decidi se sporgere denuncia. La scelta è tua. Servizi di supporto alle vittime e numeri di aiuto possono assisterti gratis, e un avvocato può consigliarti.
  7. Controlla le copie. Cerca il tuo nome, fai ricerche inverse per immagine: ogni nuova copia si gestisce come la prima.

Perché le segnalazioni spesso falliscono

Le segnalazioni falliscono di rado perché la richiesta è infondata. Falliscono perché:

  • si sceglie il motivo sbagliato («contenuto inappropriato» invece di «furto d'identità» o «immagini intime senza consenso») e la richiesta finisce in una coda automatica;
  • la piattaforma chiede un documento d'identità e la richiesta si ferma lì;
  • il contenuto è stato copiato altrove: sparisce in un posto e resta in altri dieci;
  • nessuno insiste né usa il reclamo interno che le piattaforme online (escluse micro e piccole imprese) devono offrire secondo il Digital Services Act europeo.

Cosa succede se lasci perdere

  • Il contenuto viene copiato su altri siti, poi indicizzato dai motori di ricerca con il tuo nome.
  • Riemerge a un colloquio di lavoro, a un primo appuntamento o durante una trattativa.
  • Può alimentare molestie o la diffusione dei tuoi dati personali.
  • Il peso psicologico cresce: parlane, e non esitare a chiedere un supporto professionale.

Cosa dice la legge

In Italia, dal 10 ottobre 2025, l'art. 612-quater del codice penale (introdotto dalla legge 132/2025) punisce con la reclusione da 1 a 5 anni chi diffonde senza consenso immagini, video o voci falsificati con l'IA, causando un danno ingiusto. Nell'Unione europea le piattaforme devono gestire le segnalazioni di contenuti illeciti secondo il Digital Services Act. Leggi la nostra guida sulla legge.

Sporgere denuncia o querela è un tuo diritto, ed è l'unico modo per far identificare e perseguire il responsabile. Non serve per ottenere la rimozione. Un avvocato può dirti se conviene nel tuo caso, e il nostro fascicolo di prove può essere allegato alla denuncia.

Non devi affrontarlo da solo

Troviamo, documentiamo, segnaliamo e sollecitiamo ogni elemento per te, poi ripetiamo le ricerche ogni settimana. Segnalazioni illimitate, prezzo fisso.

Preferisci affidarlo a noi? Scopri come possiamo far rimuovere un deepfake.

Vedi i prezzi

Domande frequenti

C'è un deepfake di me online: cosa devo fare per prima cosa?
Conserva le prove (indirizzo della pagina e screenshot), poi segnala il contenuto e l'account sulla piattaforma con il motivo più preciso. Non rispondere a chi c'è dietro e non pagare mai.
Come faccio a sapere se qualcuno ha fatto un deepfake di me?
Di solito qualcuno ti avvisa, oppure cercando il tuo nome o la tua foto trovi contenuti che non hai mai fatto. Cercare spesso il tuo nome e le tue immagini aiuta ad accorgersene prima.
Quanto tempo ci vuole per rimuovere un deepfake?
Sulle grandi piattaforme spesso da qualche ora a qualche giorno, se la segnalazione usa il motivo giusto. Siti piccoli, forum e hosting all'estero richiedono più solleciti.
Il deepfake è su un sito straniero. Si può fare qualcosa?
Spesso sì: si può contattare l'hosting del sito, i siti che si rivolgono all'Europa sono soggetti al DSA e Google può deindicizzare la pagina anche se resta online.
Posso far rimuovere un deepfake senza avvocato?
Sì. Le segnalazioni alle piattaforme e a Google non richiedono un avvocato. L'avvocato serve se vuoi sporgere querela o chiedere un risarcimento.
E se il deepfake torna online?
Succede spesso: ogni nuova copia va gestita, e le ricerche vanno ripetute nel tempo. È il cuore del nostro abbonamento: le rifacciamo ogni settimana.
Come posso proteggermi in futuro?
Limita le foto ad alta risoluzione di te visibili pubblicamente, rendi privati i tuoi account quando puoi e attiva un monitoraggio del tuo nome e della tua immagine.

Fonti

  1. Google, «Rimuovere contenuti sessuali personali dalla Ricerca Google»
  2. StopNCII.org, blocco delle immagini intime tramite impronta digitale (hash)
  3. Legge 23 settembre 2025, n. 132, Normattiva